E-Books vs Carta Stampata – [2 di 2] – De suativtate librorum

E-Books vs Carta Stampata – [2 di 2] – De suativtate librorum

Cosa fa di un libro cartaceo un piacere per un bibliofilo? Semplice! La carta! Si quel mix di cellulosa, minerali e collanti che da secoli fornisce il supporto alle nostre idee e che ha reso la cultura e la sua diffusione un po’ più democratica.

Processo di preparazione della carta dalla polpa di legno.

La carta nasce dagli alberi, e quindi scaturisce da una vita e in essa scorre ancora vita. Questo è uno dei motivi per cui, nonostante legga anche tonnellate di e-books, un libro cartaceo suscita in me più emozioni della controparte elettronica.

Il vero fulcro delle discussioni si trova talvolta nella sfera tattile e uditiva: il gusto di sfogliare le pagine, il loro fruscio e le increspature della carta, rendono un libro un oggetto da assaporare con i cinque sensi. Ma prima di iniziare con l’apologia della stampa tradizionale, bisogna accennare anche ai svantaggi che questa si porta dietro da secoli.

Una delle più belle librerie che abbia visto. Non conosco il proprietario, ma sicuramente sarà del mio partito…

Il primo sta proprio nella carta che ha bisogno del legno, e abusarne causa ogni anno milioni di ettari di foreste abbattute. Inoltre se da secoli usiamo il legno come combustibile per scaldarci, allora un altro svantaggio della carta, che è legno condensato, è che essa è molto più infiammabile, soprattutto perché è secca e non contiene acqua che possa proteggerla..

Monumento nella Bebelplatz di Berlino. Qui il 10 maggio 1933 avvenne il rogo in cui i nazisti bruciarono circa 25.000 libri ritenuti pericolosi. Questo evento, parte dei cosiddetti Bücherverbrennungen (in italiano, appunto, “roghi di libri”), è ricordato da un’opera di Micha Ullman, consistente in un pannello luminoso inserito sulla superficie della strada, che lascia intravedere una camera piena di scaffali vuoti. Accanto è posta una targa che riporta una citazione di Heinrich Heine: “Quando i libri vengono bruciati, alla fine verranno bruciate anche le persone”.
Si rivelerà tristemente profetico.

In secundis, i libri occupano spazio. Spazio per i lettori assidui che ne accumulano decine al mese, spazio per chi li vende e distribuisce e spazio nelle biblioteche di tutto il mondo, nelle quali si raccoglie il sapere di millenni. Questo è un problema non trascurabile: io personalmente ho finito lo spazio della libreria e i miei volumi sono sparsi per casa, su sedie, comodini, mensole e anfratti vari.

Per me terminano qui gli svantaggi. Ovvio ce ne sarebbero altri. Ma che apologia sarebbe se non difendessi a spada tratta i miei amici libri? Allora che apologia sia.

Da dove iniziare però? Dal valore affettivo direi.

Un libro col passare del tempo acquisisce valore, sia affettivo, sia economico (dopo molto, molto tempo però). Può nascere già come regalo di una persona cara, magari che ora non c’è più, oppure può essere stato acquistato in un’occasione speciale, o anche può essere quel libro galeotto che vi ha fatto scoprire una persona che non scordate più. Ecco immaginate poi se questo libro è passato per molte mani prima di sfiorare le vostre. Quelle pagine non raccontano più una sola storia, ma si sono intrise di quelle lacrime, emozioni, sogni, sorrisi, speranze e idee dei vecchi proprietari, e, se sono state trattate con amore, sentirete tutto questo scorrere tra le vostre dita. Immaginate poi la sensazione di stringere tra le vostre mani da nuovo millennio un incunabolo di fine Quattrocento, con più di seicento anni di storie da raccontarvi.

La Bibbia di Gutenberg o «Bibbia a quarantadue linee» (B42) è il primo libro stampato in Europa con la tecnica dei caratteri mobili.
Questi volumi sono ricchi di storia e in ogni riga di trovano i sogni dei vecchi proprietari e la forza della cultura e l’amore per le cose belle.

Poi il profumo di un libro vecchio non ha eguali: un delicato bouquet dolce, vanigliato, mandorlato e delicatamente floreale. A me, questa fragranza fa inebriare. E non solo! Anche quella che si respira nelle librerie quel profumo di libro fresco di stampa: un mix di colla e inchiostro che annuserei per ore.

Ok la mia è una forma grave di libromania e me ne rendo contro da solo, ma, a mia discolpa, in molti annusano i libri perché amano il loro odore. Questa è una delle sensazioni che l’e-book ti nega. Ma da dove deriva il profumo di libro vecchio? Dalla degradazione della lignina e della cellulosa. Praticamente, detto in maniera molto romantica, il vostro volume sta marcendo lentamente, in modo elegante e profumato è vero, ma sta marcendo sotto ai vostri occhi, donando alle pagine quell’inconfondibile fragranza insieme alla patina giallastra agli angoli. Alla lunga si decomporrà completamente e diventerà polvere, se non lo terrete con cura. Ma tranquilli che i libri nuovi vi sopravviveranno, perché è un processo che impiega molti anni, secoli direi.

Abbiamo parlato di pagine, un altro gioiello hardware di cui l’e-book è sprovvisto. Quanto è bello sfogliare un libro? Non vi emozionate a sentire la grammatura e le increspature della carta, o il fruscio quando si passa da una pagina all’altra? Io si e questa è una delle cose che amo di più, insieme al profumo.

Libri! Il regalo che, in assoluto, amo fare e ricevere.
Chi ha orecchie per intendere intenda!

E per ultimo, amo regalare libri. Per me creano ponti tra le persone, e, se scelti con cura per amore dell’altro, sanno donare anche un pezzo di te. Io personalmente ragiono in questo modo e quando il mio regalo è un libro, ha dietro un ragionamento, un interesse per te, un tentativo di capire se ti conosco bene e almeno un’ora passata su Ibs o davanti ad uno scaffale in Feltrinelli. Un libro ricevuto da me è sempre un dono speciale per me, come se fosse stato creato dalle mie mani.

Insomma qui si conclude la mia ode ai libri, per ora ho occhi a cuore e la mente offuscata dalla mia ossessione: un deposito in stile Zio Paperone pieno di libri scritti solamente con il Garamond. Quando mi riprenderò forse inizierò una parte 3di2 o forse mi darò del malato da solo. Chi lo sa.

Viva i libri e chi ha il dono di scriverli, che siano sciattume commerciale o grande letteratura poco importa, basta accendere una scintilla in un cuore per esser certi di aver creato qualcosa di bello.

 


Per approfondire sulla chimica del profumo dei libri nuovi o vecchi, leggete l’articolo di Compund Interest sull’argomento

 (!!!ATTENZIONE, L’ARTICOLO È IN INGLESE!!!).

What Causes the Smell of New & Old Books?

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