La parola del martedì – [4] Cencioso

La parola del martedì – [4] Cencioso

Le parole sono la mia specialità. Non ho mai trovato particolare affinità con nessun altro ambito se non questo, e sono veramente felice quando qualche mio amico ha bisogno di una parola e mi chiede di aiutarlo, suggerendogliene una. Questa sono io, Rachele, e Ivan ha deciso di ospitarmi sul suo blog per una puntata di La parola del martedì!

cencióso agg. [der. di cencio]. – Di persona, vestita di cenci, di abiti logori; di veste, piena di toppe, lacera. Per estens., anche come s. m., mendico, accattone.

http://www.treccani.it/vocabolario/cencioso/

Poveri in riva al mare (Des pauvres au bord de la mer) è un dipinto realizzato olio su tela nel 1903 da Pablo Picasso. I cenci, da cui deriva il nostro aggettivo, sono gli stracci in senso dispregiativo.

La parola che ho scelto per voi, oggi, è cencioso. Secondo quanto riportato dal vocabolario Treccani, potremmo per estensione utilizzare questo termine per caratterizzare qualcuno di povero, che non ha di che vestirsi. Nonostante il suo significato drammatico, questo aggettivo mi ha sempre fatto ridere. Il suo uso è così desueto che i contesti in cui è usato sono limitati alle fiabe o alle situazioni ironiche, quindi non posso fare a meno di associarlo a una vecchia storia che conosco da quando sono piccola, intitolata Le pantofole di Casem. Il protagonista è un ricco e avido mercante di Baghdad, che è conosciuto in città proprio a causa delle sue pantofole, le sue uniche calzature, talmente vecchie da essere tutte sporche e rattoppate. A causa del suo essere pidocchioso, Casem non ha alcuna intenzione di cambiare scarpe, e decide di farlo solo quando si convince che le sue pantofole gli portino sfortuna, conducendolo in una serie di situazioni assolutamente assurde. Insomma, cencioso per me è inevitabilmente questo: qualcuno un po’ troppo sprovveduto e con poco sale in zucca, il babbeo del villaggio, il personaggio divertente di cui ogni storia ha bisogno.

La Venere degli stracci è un’opera di Michelangelo Pistoletto risalente al 1967. La scultura è una riproduzione della dea Venere in cemento e affiancata da una montagna di stracci.
Il cencio fa il suo debutto da co-protagonista nell’arte contemporanea.

Intervengo io [Ivan] per ringraziare ancora Rachele per aver accolto con entusiasmo l’invito e per il supporto da groupie (groupie solo nell’entusiasmo!). Settimana prossima torniamo io e il Minizionario, ma in futuro prossimo non mancheranno altre collaborazioni.

Un’ultima cosa. Voi usate cencioso?

La parola del martedì – [4] Cencioso
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