Primo appuntamento con Sherlock Holmes. Uno studio in rosso e Uno studio in rosa

Primo appuntamento con Sherlock Holmes. Uno studio in rosso e Uno studio in rosa

Sir. Arthur Conan Doyle intento alla scrittura, ritratto da Mortimer Menpes (prima del 1930)

Devo fare un mea culpa. Non ho mai letto gialli classici oltre alla serie del commissario Montalbano di Camilleri e al primo libro della saga del BarLume di Malvaldi, La Briscola a Cinque. Non mi sono mai cimentato nella lettura dei classici, né Agatha Christie o Georges Simenon, né Raymond Chandler o Rex Stout, né tanto meno Sir. Conan Doyle. Al massimo i thriller, dall’intreccio ricco di colpi di scena, soprattutto l’equivalente letterario dei Blockbuster. Non c’era nessun motivo particolare. Non mi appassionavano, non mi attiravano. Ora però ho iniziato con Mr.Holmes non riesco a fermarmi e voglio esplorare questi lidi nascosti.

La copertina della prima edizione di Uno Studio in Rosso del 1887, primo romanzo in cui compare Sherlock Holmes

Ho appena finito Uno studio in rosso, il primo romanzo in cui compare Sherlock Holmes, e ho capito perché questo personaggio riscuote successo ancora oggi. E’ di una modernità disarmante, tanto che la serie tv, esclusiva di Netflix, Sherlock, è ambientata ai giorni nostri senza sconvolgere la caratterizzazione del detective inglese.

Dissacrante, tossicodipendente e genio, Holmes ha tutte le caratteristiche che ci aspettiamo da un detective, anche se il vero tratto distintivo è la capacità deduttiva che deriva a sua volta da una incredibile maestria nel carpire dettagli che per i più sono insignificanti. Oggi tutti noi immaginiamo un detective così, quasi fosse un paradigma, anzi noi ci aspettiamo proprio che sia così, un po’ dark, un po’ contro le regole. Ma immaginate il 1887 e la società di allora e capirete perché vi parlavo di modernità. Uno studio in rosso ha un altra peculiarità che mi ha colpito, è il Dr. Watson che, affascinato dalle doti del suo coinquilino, con cui divide l’appartamento al famoso 221B di Baker Street, tiene un diario delle loro avventure e poi decide di pubblicarlo, quindi lui è il narratore di romanzi e racconti.

La pianta dell’immaginario appartamento di Holmes e Watson al 221B di Baker Strett a Londra.

Galeotto fu l’Alberto (uno dei miei cari amici, che mi ha introdotto nel mondo di Holmes) che di Doyle mi disse: da quel punto in avanti leggerò l’opera omnia (ho acquistato il Mammuth della Newton Compton con tutti i romanzi e racconti di Holmes).

L’intro della Serie BBC in esclusiva su Netflix in Italia.

Ma un altro fu il peccato suo a cui io ho ceduto senza batter ciglio: la serie Netflix Sherlock con un magistrale Benedict Cumberbatch nei panni del detective più famoso del mondo e Martin Freeman in quelli del suo fido aiutante. Come vi avevo anticipato è ambientato ai tempi nostri e non sfigura con i personaggi più moderni, perché è esso stesso avanti coi tempi: ombroso quanto basta, con degli scheletri nell’armadio, primo tra tutti la tossicodipendenza e capacità fuori dal normale. La serie trae libera ispirazione dalle vicende di Holmes, spesso rimanendo fedele alla trama di fondo, sconvolgendo il finale o alcuni passaggi: a mio avviso vedere gli episodi conoscendo i romanzi a cui sono ispirati è come ascoltare un’ottima cover di una vecchia canzone, in cui è conservato lo spirito con cui è stata scritta ma rendendola più fresca e accessibile.

Targa al Museo di Sherlock Holmes a Londra.

Quindi il mio consiglio è quello di impiegare al meglio 90 minuti del vostro tempo per godervi gli episodi di Sherlock e insieme cercare di leggere i romanzi di Doyle per cogliere al meglio il mio discorso e le due opere, e allora vi potrete assaporare al meglio il personaggio di Holmes e quello di Watson e innamorarvi come ho fatto io. Da quel momento non vi staccherete più dai libri, o almeno dalla serie Netflix, e capirete perché ancora oggi la figura di questo detective nato 130 anni fa abbia ancora questo seguito.

P.S. Ho scoperto che un altro personaggio che io amo immensamente è ispirato a Sherlock Holmes: parlo del dottor Gregory House della serie Dr.House – Medical Division. Fine.

 

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