Th1rteen R3asons Why- Jay Asher

Th1rteen R3asons Why- Jay Asher

Ciao a tutti, ragazze e ragazzi. Qui è Hannah Baker. Dal vivo e in stereofonia.

Non ci posso credere.

Niente rimpatriate. Niente bis. E stavolta neppure una richiesta.

No non è possibile. Hannah Baker si è uccisa.

Spero per voi che siate pronti, perché sto per raccontarvi la storia della mia vita. O meglio, come mai è finita. E se state ascoltando queste cassette, è perché voi siete una delle ragioni.

Il motto del libro e della serie Tv: “Se stai ascoltando, allora è troppo tardi”

Questo è l’incipit del primo capitolo di Tredici di Jay Asher. Un libro che aveva avuto successo già all’uscita, per i temi trattati e per l’espediente narrativo del doppio narratore. Ma il vero boom l’ha avuto nel 2017 quando ne è stata tratta una serie in esclusiva per Netflix che ricalca il titolo originale inglese Th1rteen R3asons Why. Tredici cassette registrate per tredici protagonisti: ognuno di essi aveva fatto del male ad Hannah e l’aveva portata a quel gesto. Una storia di bullismo, sessismo, invidie e violenze tipiche di certe dinamiche da liceali. Ma dove sta il vero fulcro del libro? Quale di queste cose spinge la protagonista al suicidio (già niente happy ending per Tredici)? Nessuna in particolare. Bisogna allora spostare la nostra prospettiva per comprendere.

Effetto Valanga. Il No Going Back point è il punto di non ritorno che divide in due parti la situazione: prima di esso si può ancora rimediare, dopo è tutto inutile.

Effetto Valanga. Ecco il vero protagonista del libro. Ne avete mai sentito parlare? Si usa spesso in economia. Facendo volare un po’ la fantasia, immaginate una valanga, o se per caso avete visto qualche video a riguardo, recuperate tali fotogrammi. Allora avrete già capito cosa intendo. Un piccolo evento, talvolta insignificante all’inizio, procedendo indisturbato accresce di importanza, quasi senza accorgersene, fino al punto di non ritorno, al momento in cui non c’è più rimedio, in cui la reazione a catena è autosufficiente e può proseguire in una sola direzione: la distruzione totale.

Hannah Baker è una ragazza carina e con una buona famiglia alle spalle. Ma è anche la ragazza nuova del liceo di città, si è appena trasferita e non ha molti amici. E qui scatta l’effetto valanga. Una prima cotta e un bacio rubato nel parco vicino a casa daranno il via ad un turbine di maldicenze sul conto di questa ragazza che culminerà in un tragico epilogo.

La copertina dell’edizione inglese, il cui titolo rende più giustizia al contenuto, Tredici Ragioni Perché…

Il libro ricostruisce tredici decisivi momenti della vita di Hannah: violenze verbali, fisiche, psicologiche, una trama che piano piano le si costruisce intorno fino a soffocarla. Il racconto è fatto in prima persona attraverso la voce della protagonista incisa su musicassetta: Hannah racconta senza risparmiare le colpe né di se stessa né degli altri. Ognuno dei tredici ragazzi conosce il contenuto delle cassette, una dopo l’altra. Infatti all’inizio Hannah detta istruzioni ben precise: ogni persona deve ascoltare le sette cassette, in tutti e 13 i lati e poi spedire il pacco alla persona che viene dopo di lui nella lista, in modo che ognuno ascolti.

Il libro e la serie sollevano una questione importante. Perché una ragazza morta dovrebbe mentire? Questa è uno dei fil rouge soprattuto della serie tv.

Ma cosa rende speciale il libro e la serie tv? Il doppio narratore. Infatti se Hannah è protagonista nella voce che narra ciò che le è accaduto, è Clay che ci accompagna nel libro, e noi ci immedesimiamo in lui, nel suo stupore, nelle sue scoperte. Egli fa da controcampo ai ragionamenti della ragazza: le registrazioni scorrono inframmezzate dai suoi rimandi, riflessioni e ricordi. I due punti di vista scorrono insieme e talvolta si scontrano: non sempre i ricordi di Clay coincidono con Hannah, a volte semplicemente si completano, ma sempre sconvolgono il nostro protagonista.

Ma se il libro mi ha disturbato, per i temi trattati, la serie tv è stata uno shock. Bullismo, violenze fisiche e psicologiche sono difficili da trattare a parole, ma con le immagini si può trasmettere anche il linguaggio non verbale. Noi soffriamo con Clay, viviamo la sua ansia entriamo in simbiosi con lui: egli è il narratore principe della serie Netflix, mentre Hannah è come una voce guida che ci porta a scoprire i fatti e le sue verità, che cozzano con le verità di chi è protagonista delle cassette, portando, nella serie, ad approfondire la storia dei 13 ragazzi.

Vi ricorda qualcosa questa scena? Nel prossimo articolo vi svelerò l’analogia.

Disturba Hannah, con la sua voce non filtrata.
Disturba l’impotenza, onnipresente, che con Clay ci sentiamo in dovere di espiare.
Disturba la precisione con cui la narrazione viene portata avanti.

Disturba l’intimo pensiero che viene esplicitato.

Disturbano le intenzioni terribili.

Disturba il silenzio.
Disturbano i corpi e la lingua che compiono una violenza.

Parole di Elena Marinelli, autrice di un brillante articolo-analisi sulla differenza tra la serie tv e il libro.

Ecco perché ve ne ho parlato, ognuno di noi può essere una Hannah, e ognuno di noi può essere uno dei 13.

Scheda Libro

  • Autore: Jay Asher
  • Titolo: Tredici
  • Sottotitolo: —
  • Editore: Mondadori
  • Anno: 2017 (Prima ed. originale 2008)
  • Collana: Chrysalide
  • Prezzo: € 17,00 (€ 6,99 per l’e-book)
  • Lingua: italiano (originale inglese)
  • Traduttore: Lorenzo Borgotallo e Maria Carla Dallavalle
  • Voto: 7,5/10
  • Copia: e-book

P.S. Vi anticipo che presto uscirà una bonus track a questo articolo, in cui parlerò delle differenze tra libro e serie Netflix e vi racconterò un curioso retroscena del libro che l’autore ha voluto regalare nella riedizione del volume uscita in concomitanza con la serie.


httpstps://it.wikipedia.org/wiki/Tredici_(serie_televisiva)

http://www.rollingstone.it/cinema-tv/news-cinema-tv/cosa-ne-pensa-uno-psicologo-di-tredici/2017-04-29/

http://thesubmarine.it/2017/05/01/non-sprecate-13-ore-del-vostro-tempo-guardando-tredici/

https://www.vanityfair.it/show/tv/2017/10/13/tredici-serie-tv-netflix-riprese-sospese-incendio-california

“13 Reasons Why”: serie disturbante, che ci porta al limite

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