La parola del martedì – [6] Arzigogolo

La parola del martedì – [6] Arzigogolo

So cosa state pensando. Più andiamo avanti con la rubrica e più le parole diventano desuete o strane. Ma non è così: semplicemente saltano fuori dal Minizionario come un coniglio dal cilindro di un mago. Ma perché proprio arżigògolo? Partiamo dalla definizione.

Arżigògolo s. m. [etimo incerto]. – Giro contorto e artificioso di parole, cavillo: inutile negare il fatto o girarvi intorno con amiseri(Carducci); anche, trovata bizzarra, espediente più o meno ingegnoso e sottile: trova sempre nuovi aper spillar denari; o fantasticheria: perdersi in strani arzigogoli.

http://www.treccani.it/vocabolario/arzigogolo/

Io uso arzigogolo come sinonimo di garbuglio, di scarabocchio. Lo ammetto è una licenza poetica.

Io amo questa parola e il suo aggettivo arzigogolato, e mi piace usarla nei miei discorsi. Io la uso come sinonimo di garbuglio, di qualcosa di intricato, sempre in senso negativo comunque. È una licenza poetica, lo so. Ma è il Minizionario e io poeta lo sono.

Uso arzigogolato spesso perchè i primi arzigogoli nascono nella mia testa, dove i pensieri sono aggrovigliati peggio delle cuffie nelle tasche quando le devi sbrogliare di fretta. La poesia riesce a districare le matasse convogliando interi gruppi di parole in un’unica parola, in una sorta di neoermetismo. Insomma questa parola esprime molto di me e oggi il tag su di me è più che azzeccato.

E voi che ne pensate?

La parola del martedì – [6] Arzigogolo
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