Air Ink. Da oggi scrivere fa bene all’ambiente.

Air Ink. Da oggi scrivere fa bene all’ambiente.

Ogni anno milioni di alberi sono abbattuti per il nostro consumo di carta. Anche il polmone verde amazzonico non è risparmiato.

Riflettendoci bene, scrivere non fa bene all’ambiente. Se usiamo un supporto cartaceo, è doveroso sapere che milioni di alberi sono abbattuti ogni anno per soddisfare il nostro bisogno di carta (anche se tovaglioli, fazzolettini e carta igienica incidono maggiormente sulla richiesta di cellulosa). Se usiamo un supporto elettronico, invece, l’energia per alimentarlo deriva ancora per la maggior parte da fonti fossili. Perciò il nostro hobby di lettura e scrittura inquina. E anche parecchio.

Il logo del Team che produce AIR-INK

Il team di Gravisky Lab, uno spin-off del MIT, ha avuto un’idea geniale per rendere la scrittura più green: sfruttare l’inquinamento atmosferico per produrre marcatori e inchiostro serigrafico di alta qualità e resistente all’acqua. Ma come ci riescono?

Il dispositivo KAALINK che cattura gli inquinanti direttamente da tubo di serio dei veicoli.

La trasformazione dello smog parte direttamente dai veicoli, ai quali si collega Kaalink, anch’esso prodotto da Graviky Lab. Esso è un dispositivo che raccoglie le polveri in uscita dal tubo di scarico, tra le quali, oltre al nerofumo, vi sono anche metalli pesanti e sostanze nocive per il nostro organismo. Kaalink riesce a catturare il 95% delle polveri emesse, senza alterare le prestazioni del motore. Quanto raccolto viene trattato in laboratorio per eliminare gli inquinanti cancerogeni, lasciando alla fine del processo solo il nerofumo, cioè un pigmento puro a base di carbone. In seguito, si procede alla produzione di vari tipi di inchiostro e supporti. Sul sito i risultati degli studi ci indicano che in 45 minuti di emissioni si raccolgono sostanze sufficienti per caricare un pennarello da 30 ml.

Il procedimento quindi risulta doppiamente utile. Oltre ad utilizzare delle micropolveri altrimenti nocive per l’ambiente e per noi, si evita la produzione di ulteriore inquinamento, poiché la convenzionale produzione industriale di inchiostro provoca l’immissione in atmosfera di sostanza inquinanti.

Un esempio del dispositivo montato sullo scarico di un motociclo

Sono vari i supporti disponibili per Air-Ink. Pennarelli con punte da 2, 15, 30 e 50 millimetri di diametro ed un set di inchiostri per la serigrafia da 150 ml. In seguito a tre anni di sperimentazione nei laboratori, il progetto di Air-Ink è stato aperto al crowdfunding sulla piattaforma online Kickstarter. “Se questa campagna avrà successo – affermano i creatori di Air-Ink – saremo in grado di lavorare a nuovi prodotti come vernici a olio, vernici per tessuti, vernici per esterni e tanto altro”.

Questo è uno dei pack disponibili. Per ora il progetto è finanziato su Kickstarter e ha un costo elevato, ma il successo del crowdfunding permetterà alla ricerca di continuare e di portare alla luce nuovi prodotti.

Non solo i veicoli, sono coinvolti anche i filtri delle ciminiere industriali, così che in un domani che speriamo sia prossimo, si potrà avviare una produzione di massa di inchiostri da particolato solido.

Speriamo che questo sia il futuro. Da ciò che scartiamo e che sarebbe un rifiuto, possiamo creare grandi cose. Abbiamo iniziato con la carta riciclata, ora questo. Anche il mondo dell’editoria e della scrittura può essere green, basta crederci. Continuate così ragazzi!


La tabella di marcia del progetto.

Fonte e crediti per le immagini:

http://www.graviky.com/air-inktrade.html

(!!!ATTENZIONE, LA PAGINA È IN INGLESE!!!).

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