La parola del martedì – [15] Assuppa viddanu

La parola del martedì – [15] Assuppa viddanu

Poteva mancare nella settimana della Challenge la parola del Martedì? Certamente no, visto che è nata con questo blog ed è uno dei suoi motori.

Il Maestro con la sua musa, compagna di scritture: la sigaretta.

Così giunti all’appuntamento numero 15, ho deciso di parlarvi di una parola molto bella, che ho scovato nel libro Esercizi di memoria di A.Camilleri (ve ne ho già parlato qui): Assuppa Viddanu. È l’unica parola in dialetto siciliano in un libro dettato in Italiano, e per questo mi aveva  attratto sin da subito. Poi il suono è fantastico, soprattutto per un profano del Nord come me. Ma mi sono dimenticato di dirvi cosa significa: è contenuta nel proverbio Chioviri all’Assuppa Viddanu, e indica un tipo particolare di pioggerella.

pioggerèlla s. f. [dim. di pioggia]. – Pioggia minuta, che viene giù lenta e sottile, per un tempo breve o a tratti, ma che può essere anche continua e insistente. ◆ Dim. pioggerellina.

http://www.treccani.it/vocabolario/pioggerella/

[P.S. Ho aggiunto questa definizione della Treccani giusto perché è tradizione di questa rubrica.]

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Per cogliere il significato più profondo della parola e del proverbio associato, ho cercato a lungo su Google per trovare la spiegazione, e alla fine, confrontando vari siti ho deciso di appoggiarmi a Siciliafan e all’articolo di Nando Cimino, da cui vi riporto la storia della parola:

L’assuppa viddanu è una pioggerellina leggera, quasi impercettibile, al punto tale che anticamente i contadini, non curandosene più di tanto, e pur di non perdere la giornata lavorativa, spesso preferivano continuare ugualmente le loro attività nei campi. Avveniva però che col passare del tempo la pioggerellina, se pur leggera, finiva ugualmente con l’inzuppare gli abiti dei contadini che ritornavano a casa totalmente assammarati. (inzuppati). Da qui quindi il detto “Chioviri all’assuppa viddanu”.

Questa è la copertina dell’ultimo  romanzo con protagonista il Commissario Montalbano, l’ultimo di una stirpe di 26.

Ma perché ho scelto questa parola? Per parlarvi della mia passione per Andrea Camilleri, per il suo misto di dialetto siciliano e italiano e per il suo Commissario Montalbano. A quest’ultimo sono affezionato perché i gialli di cui è protagonista sono stati, fino all’anno scorso, gli unici libri di questo genere che leggevo, e perché, nella mia transizione da lettore preadolescente a lettore più adulto, è stato uno dei personaggi che mi hanno fatto amare la lettura, e acquistare l’ultimo romanzo uscito era un appuntamento fisso.

E voi cosa ne pensate? Avete mai letto qualcosa di Camilleri? Uno dei romanzi di Montalbano magari? E come vi siete rapportati con il dialetto?

La parola del martedì – [15] Assuppa viddanu
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