Un chimico/Trainor, il farmacista

Un chimico/Trainor, il farmacista

Vi avevo detto che avremmo parlato di due poeti moderni e avremmo fatto un confronto tra loro: questo perché c’è un punto di contatto tra i due.

American Gothic (1930) di Grant Wood del 1930 è sulla copertina dell’edizione italiana, edita da Mondadori, dell’Antologia di Spoon River.

Vi parlerò di Fabrizio de André, che tutti noi italiani riconosciamo come uno dei grandi maestri della canzone italiana, e Edgar Lee Masters, uno dei poeti americani più noti al grande pubblico.

L’Antologia di Spoon River è l’opera più nota del poeta statunitense ed è anche una delle raccolte di poesie più amate e vendute. È stata pubblicata tra il 1914 e il 1915 sul Mirror di St. Louis: ogni poesia racconta, in forma di epitaffio, la vita di una delle persone sepolte nel cimitero di un immaginario paesino del Midwest statunitense.

Ma cosa centra de André con Lee Masters? Nel 1971 il menestrello genovese pubblicò il suo quinto album in studio, Non al denaro non all’amore né al cielo, che si ispira proprio alla grande opera americana: infatti il cantautore lesse l’Antologia di Spoon River, nella traduzione magistrale di Fernanda Pivano, a diciott’anni e ne rimase folgorato, così anni dopo scelse nove poesie e le musicò con l’aiuto di Giuseppe Bentivoglio, coautore di alcuni testi.

Ma veniamo a noi e al titolo di questo articolo. Una delle canzoni si intitola Un chimico ed è tratta dalla storia di Trainor, il farmacista di Spoon River: egli non riesce a comprendere le unioni tra uomini e donne come invece capisce ed ama le unioni tra gli elementi chimici, e perciò non si è mai innamorato o sposato. La poesia originale è molto bella ed evocativa, perché in pochi versi riesce a condensare i sentimenti del farmacista, la sua solitudine, l’impossibilità di affidarsi al mondo dell’irrazionale e l’incomprensione dell’amore. Ma de André riesce a spostare il testo su un altro livello dotandolo di una carica emozionale enorme. Vediamo più nel dettaglio.

Solo la morte m’ha portato in collina
Un corpo fra i tanti a dar fosforo all’aria
Per bivacchi di fuochi che dicono fatui
Che non lasciano cenere, non sciolgon la brina
Solo la morte m’ha portato in collina 

(de André)

Questa parte si trova solo nel testo della canzone ma già ci introduce alla poetica di de André e alla magia del testo, mai banale.

Da chimico un giorno avevo il potere
Di sposar gli elementi e farli reagire
Ma gli uomini mai mi riuscì di capire
Perché si combinassero attraverso l’amore
Affidando ad un gioco la gioia e il dolore 

(de André)

Soltanto un chimico può dire, e non sempre,
che cosa uscirà dalla combinazione
di fluidi o di solidi.

E chi può dire
come uomini e donne reagiranno
fra loro, e quali bambini nasceranno?

(Lee Masters)

Il testo poetico è più asciutto come un epitaffio deve essere, mentre il testo della canzone è più malinconico, con una carica emozionale maggiore: da una poesia è fiorita un’altra poesia di un livello maggiore, come una fenice che risorge dalle proprie ceneri più bella di prima. Ma vediamo adesso la parte che mi piace di più della poesia e della canzone insieme.

C’erano Benjamin Pantier e sua moglie,
buoni in se stessi, ma cattivi l’un l’altro:
ossigeno lui, lei idrogeno,
il figlio un fuoco devastatore.
Io, Trainor, il farmacista, mescolatore di elementi chimici,
morto mentre facevo un esperimento,
vissi senza sposarmi.

(Lee Masters)

Ma guardate l’idrogeno tacere nel mare
Guardate l’ossigeno al suo fianco dormire
Soltanto una legge che io riesco a capire
Ha potuto sposarli senza farli scoppiare
Soltanto la legge che io riesco a capire

Fui chimico e, no, non mi volli sposare
Non sapevo con chi e chi avrei generato
Son morto in un esperimento sbagliato
Proprio come gli idioti che muoion d’amore
E qualcuno dirà che c’è un modo migliore.

(de André)

Direi che non servono commenti. Basta l’analogia tra l’unione chimica tra idrogeno e ossigeno a dare un composto essenziale come l’acqua, che combinandosi creano una reazione esplosiva che però non si separano più, e l’amore, che per Trainor è incomprensibile, è proprio così, esplosivo, una fiamma ma crea legami che non sono indissolubili o stabili come l’acqua, o per lo meno non sempre.

A questo link trovate il testo completo della poesia e il il collegamento per ascoltare la canzone. Lascio a voi il resto delle emozioni.

Un chimico/Trainor, il farmacista
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