Alice Basso e Vani Sarca

Alice Basso e Vani Sarca

Io Alice Basso l’ho scoperta per caso. Attratto dalla copertina del suo romanzo d’esordio L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome (2015), sfogliai un po’ le pagine e la sinossi del libro, ma per scarsità di budget non lo acquistai. Ma dentro di me il tarlo di quel romanzo che aveva grandi potenzialità rodeva la mia volontà di non spendere e spandere. Trovai il giusto compromesso: presi l’ebook risparmiando. Vi dico sinceramente che è stata una scoperta piacevole e il potenziale si è espresso al meglio. Ma ora scopriamo Alice Basso.

Navigando sulla pagina di Garzanti di Alice Basso, troviamo questa descrizione:

Alice Basso è nata nel 1979 a Milano e ora vive in un ridente borgo medievale fuori Torino. Lavora per diverse case editrici come redattrice, traduttrice, valutatrice di proposte editoriali. Nel tempo libero finge di avere ancora vent’anni canta e scrive canzoni per un paio di rock band. Suona il sassofono, ama disegnare, cucina male, guida ancora peggio e di sport nemmeno a parlarne.

Insomma un personaggio ben tratteggiato. La Basso lavora nell’editoria dal 2002 come editor e di esperienza nel settore ne ha accumulata molta. Così decide di raccontare il suo mondo in un romanzo, creando la ghostwriter Vani Sarca, che è un po’ il suo alter ego. Vi cito un estratto da un intervista (crediti @paroleacolori.it).

Memole dolce Memole (とんがり帽子のメモル Tongari bōshi no Memoru?, lett. “Memoru dal cappello a punta”) è un anime televisivo giapponese creato nel 1984.

Quello che colpisce dei tuoi libri è prima di tutto la protagonista. C’è qualcosa di te, nella ghostwriter e adesso anche consulente poliziotta Vani Sarca?

Qualcosa sì e qualcosa no. Abbiamo più o meno la stessa età (cioè, lei è più giovane di un paio d’anni, ma possiamo arrotondare, giusto? GIUSTO?), facciamo più o meno lo stesso lavoro (anche se io non sono proprio una ghostwriter, né credo che vorrei esserlo) e siamo entrambe schiave della battuta sarcastica, anche quando la capiamo solo noi. Vani però è una sociopatica scontrosa che si veste sempre di nero; io, invece, sono una specie di Memole, tendenzialmente sempre allegra.

Un personaggio straordinario che assomiglia a Lisbeth Salander delle Millenium Trilogy di Larsson (per un vezzo letterario dell’autrice), ma che ha personalità da vendere. Verrete catapultati nel mondo dell’editoria e del ghostwriting. Ne avete già sentito parlare? È un fenomeno molto più diffuso di quello che si crede.


Box per chi non ha idea di cosa faccia un ghostwriter

Il ghostwriter (in inglese «scrittore fantasma») o scrittore ombra è un autore professionista pagato per scrivere libri, articoli, storie e pubblicazioni scientifiche o – in campo musicale – composizioni, ufficialmente attribuiti a un’altra persona. Questa figura è spesso assunta da celebrità, sportivi famosi e capi politici per scrivere o sistemare autobiografie, articoli, discorsi o altro materiale. (Fonte Wikipedia).


Vani Sarca è una ghostwriter che lavora per una importante casa editrice: la sua incredibile empatia la porta ad essere la migliore nel suo lavoro, poiché riesce ad immedesimarsi completamente con chi deve collaborare. Questa sua dote e le vicende del libro la faranno collaborare con la polizia nelle indagini. Così la storia si tinge un po’ di giallo e un po’ di autobiografia.

Non vi resta che scoprire la trilogia della Basso, in attesa del 26 aprile in cui uscirà il nuovo capitolo La scrittrice del mistero:

  1. L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome (2015)
  2. Scrivere è un mestiere pericoloso (2016)
  3. Non ditelo allo scrittore (2017)

 

Alice Basso e Vani Sarca
Vota questo post!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *