The Castle

The Castle

Griffo è tradizionalmente conosciuto come il disegnatore del corsivo italico che rese immortale il nome di Manuzio.
Come pionieri della tipografia e della stampa accessibile a più persone si inseriscono nella striscia di persone che con i libri cambiarono il mondo.

Oggi voglio parlarvi di quanto un libro, un articolo, insomma una pubblicazione può cambiare il mondo. Di esempi ce ne sono tantissimi: dal famoso annus mirabilis di Einstein, ovvero il 1905 in cui pubblica quattro articoli con cui contribuisce a fondare la fisica quantistica, a Lolita di Nabokov, da Areopagitica di John Milton a Dei delitti e delle pene di Cesare Beccaria.

Ma oggi vi voglio raccontare in particolar modo di un’opera d’arte che mi ha colpito e folgorato. Quando un dipinto, una scultura, un’installazione o anche un’opera letteraria si possono definire grandi? Secondo me quando l’artista riesce a veicolare le proprie idee ed emozioni nel mezzo materiale informe e asettico e con la propria maestria, dotandolo di una nuova forma e vita, crea un qualcosa che susciti nel fruitore le stesse emozioni o addirittura di nuove, riuscendo a raccontare i pensieri dell’animo umano in genere. Come vedete per me è molto soggettivo, parlo di mie emozioni e miei pensieri, e, soprattutto nell’arte moderna, un’opera è bella o significativa se arriva e se trasmette emozioni: quindi a me può comunicare, ad altri no.

The castle, opera che dimostra l’impatto di un libro.

Tutto questo per dirvi che un’opera mi è arrivata e mi ha folgorato, sul ruolo che un libro riesce ad avere sul mondo, come può impattare e sconvolgere le fondamenta della società. Si tratta di The Castle un’opera del 2007 di Jorge Méndez Blake: egli è un artista di origini messicane che disegna connessioni tra letteratura e arti visuali, attraverso assemblaggi, disegni e interventi su interi ambienti.

In questa opera egli ha posto un libro, e non uno qualsiasi come vedremo dopo, nelle fondamenta di un muro lungo 75 foot (circa 22 metri) e alto 13 (circa 4 metri): esso seppur piccolo e solo riesce a incrinare tutta la struttura del muro, piegandolo e deformandolo anche a distanza. L’autore sceglie Il castello perché Kafka pur scrivendo solo per sé stesso (infatti le opere sono state pubblicate postume) riuscì a lasciare un contributo importante a cascata in altri autori come Buzzati che usò proprio Il castello come idea base per il suo Deserto dei Tartari. Quindi un piccolo contributo fatto anche in maniera disinteressata, può creare grandi cose. E mi ha fatto riflettere che ogni nostra azione può lasciare un contributo: l’ignoranza e i Somari si curano con i libri; la scienza fa passi avanti grazie alle pubblicazioni e agli articoli e ogni libro è un’impronta nella storia, che rimane a testimonianza del nostro passaggio.

Amate i libri, leggete e diffondeteli nel mondo, scrivete le vostre idee e fatele circolare. La libertà di stampa e di idee è la base della nostra democrazia ed è quello che dovrebbe (visto che in Italia la stampa è a servizio della politica) renderci grandi.


Fonte originale 

Il castello di Franz Kafka

A Single Book Changes an Entire Wall in This Powerful Installation

The Castle
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