Back in blogging 2.0

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Cosa è successo in questo periodo?

Sono successe molte cose. Come vi ho già detto l’altra volta ho letto molto, e devo ammettere che da quell’articolo ad oggi ho letto ancora molto: sinceramente non era ancora passata quella fase. Ora invece si è conclusa. Per davvero. Ho letto molto, ho assimilato molto e ho studiato molto. Questo mi ha distratto dal blog:una cura a base di Camilleri e Montalbano mi ha permesso di ritornare a scriver qua.

Ho Letto e letto: la maiuscola indica letture che hanno nutrito e curato corpo e mente, la minuscola invece indica letture leggere; in mezzo c’è Montalbano che mi ha permesso di ricominciare a gustarmi il libro invece di divorarlo. Tre libri in particolare voglio menzionare qua (poi ve ne parlerò meglio in un post).

Il primo è Exit West di Moshin Hamid, il libro dell’Acciobookclub di Agosto, che ho letto in un fiato, sia per la sua brevità, sia perché solo così lo si può leggere: una cura contro il razzismo e la xenofobia dilagante, un romanzo di formazione al contrario, in cui il fenomeno delle migrazioni mostra come questo formi le persone cambiandole, demolendole e ricomponendole in una maniera profondamente diversa.

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Il libro di agosto dell’#acciobookclub è… #ExitWest di Mohsin Hamid! . Exit West è un breve, intensissimo romanzo che concentra in 150 pagine due vicende parallele: la storia d’amore tra i due protagonisti, Nadia e Saeed, e la Storia — quella di una paese dilaniato dalla guerra civile, che muta improvvisamente dall’essere “casa” all’essere un inferno da cui fuggire. Un’opera ferocemente realista ma con un’incursione di soprannaturale: la comparsa di portali magici che se attraversati trasportano in altri luoghi del globo 🚪✨ . Guarda il video sul nostro canale IGTV per scoprire perchè lo consideriamo un libro ribelle! 📺 . Avete già letto #ExitWest? Lo leggerete con noi? 💙

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Il secondo, che è in lettura, è il libro dell’Acciobookclub di Settembre. Si tratta di Una stanza tutta per sé di Virginia Woolf che serve per comprendere il Femminismo: quello serio, quello delle lotte per la parità di trattamento in ogni luogo. Se sei una donna e lo leggi non puoi che essere d’accordo con Virginia e costatare due cose: la modernità del saggio e quanto poco sia cambiato in così tanti anni. Se sei un uomo ti farà capire cosa prova una donna e quanto puoi essere fortunato ad essere nato col cromosoma Y. A breve vi parlerò di questo libro e mi piacerebbe aprire una discussione sul tema.

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Il libro dell’#acciobookclub di questo mese è un classico della saggistica: Una stanza tutta per sé di Virginia Wolf 🏡💕 . Pubblicato per la prima volta nel 1929, si tratta della trascrizione di due conferenze tenute da Virginia alla Oxford University. . Perchè si tratta di un libro ribelle? Perchè, direttamente nel cuore di una delle istituzioni più smaccatamente maschiliste e patriarcali dell’epoca, Virginia espose le sue teorie sull’influsso della discriminazione di genere sull’animo femminile (con un occhio particolarmente attento verso le donne artiste) — incredibilmente, e tristemente, attuale anche 100 anni dopo. . Guarda il video sul nostro canale IGTV per scoprire per saperne di più 📺 . Avete già letto Una stanza tutta per sè? Lo leggerete con noi? 💛

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Il terzo, scoperto grazie a Manumome (vedrete il post sotto, seguitela perché è una bomba, vera, simpatica e molto molto interessante nei suoi contenuti), è Vox di Christina Dalcher, che richiama il tema della disuguaglianza di genere. Il libro è un romanzo distopico, ambientato in un futuro vicino negli Stati Uniti in cui le donne, le ragazze e le bambine perdono ogni diritto sociale anche tra le mura domestiche, fino ad avere solamente 100 parole al giorno da dire: se si sfora? Parte una scossa elettrica come punizione. Ma basta svelare… Nel post dedicato faremo un esperimento, non vi resta che aspettare e vedere.

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L’INCUBO DI UNA LOGORROICA Prendete una società in cui alle donne è concesso dire solo 100 parole al giorno e immaginate che ad ogni parola di troppo un bracciale irradi delle scosse elettriche di volta in volta crescenti. Christina Dalcher in Vox ci mostra una società terrificante, dove le donne non hanno voce. Ho raccolto la sfida di @editricenord , ho usato il contaparole per un giorno: sono andata ben oltre le 100 parole nei primi 5 minuti della giornata. Ho realizzato del potere e della libertà che le parole ci danno ma ho anche compreso che un silenzio a volte non fa male, soprattutto se quello che diremo è inutile e arido. Un libro ben scritto, una provocazione mirata a scuotere chi ci preferirebbe mute e invisibili. #metoo #prodottofornitoda @editricenord #leggere #lettura #letture #libro #vox #consiglidilettura #livre #instalibri #igreads

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Hai studiato? 

Si mi sono concentrato sullo studio. Ho deciso di cambiare carriera universitaria, iniziando un nuovo percorso che richiedeva un test di sbarramento. Allora mi sono preparato studiando come un matto e facendo un sacco di test di esempio. Il risultato? Il lavoro duro ha ripagato con un ottimo risultato. Ora si inizia per davvero una nuova avventura, un nuovo percorso. Si chiude un ciclo veramente brutto, antipatico e che mi aveva portato sul fondo di un barile.

Il futuro del blog?

Ci stiamo avvicinando magnis itineribus al compleanno del Blog. Manca poco più di un mese e sto pensando a qualche idea per qualche nuova rubrica. Nel frattempo qualche certezza. Riprenderemo le parole del martedì, sempre a cadenza quindicinale, e la rubrica sulle case editrici indipendenti con un bel articolo su una casa editrice milanese che dal 1962, grazie all’opera dei fratelli, inonda i nostri cuori e le nostre librerie: avete capito di chi parleremo? 

A settimana prossima! Settimana in cui riprenderemo la vita normale del blog…

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2 pensieri riguardo “Back in blogging 2.0

  1. Vox vorrei leggerlo anche io (appena mi sarà possibile comprarlo).
    Apprezzo l’introduzione di post Instagram nell’articolo!
    E un brindisi a questa nuova stagione ivanesca 💛

    1. Cin, cin Rachel. Di Vox ne parlerò a breve. E’ un ottimo libro soprattutto per l’idea e per la trama, forse si poteva fare meglio sulla scrittura, però vale la pena leggerlo davvero.

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